L’Europa alla canna del gas
Un approfondimento sull'impatto della guerra scatenata contro l'Iran sulle economie europee e mondiali, in primis sui mercati energetici.
Lorenzo Tondi
Un approfondimento sull'impatto della guerra scatenata contro l'Iran sulle economie europee e mondiali, in primis sui mercati energetici.
Lorenzo Tondi
Lo Stretto di Hormuz è diventato la questione strategica fondamentale intorno a cui ora ruotano una serie di altre questioni: la sicurezza dell’intera regione, gli scambi commerciali mondiali, i flussi energetici, i corridoi infrastrutturali, le sanzioni, il processo di ricostruzione e il futuro ordine politico del Medioriente. In questa intervista Adam Hanieh mette in discussione le analisi miopi sulla guerra contro l’Iran, che riducono la sua importanza alle sole fluttuazioni del prezzo del petrolio analizzando il conflitto nella cornice più ampia dell’economia politica imperialistica.
Adam Hanieh
Dopo avere, nelle parti precedenti di questo articolo, analizzato l’aspetto economico della guerra in Medio Oriente a partire dalle attuali condizioni materiali di produzione, ci concentreremo ora sull’impatto su lavoro e proletariato mondiale. Come anticipato nella seconda parte, sono soprattutto i lavoratori europei (e il loro welfare) a perderci, ma l’impatto diretto è ormai percepito […]
Claudio Cozza, Paolo Angelone
Recensione al libro di Dario Guarascio "Imperialismo digitale. Economia e guerra ai tempi delle piattaforme e dell'IA" (Laterza 2026)
Claudio Cozza
La guerra cambia gli equilibri fra capitali a livello internazionale. Una riflessione marxista partendo dal conflitto in Medio Oriente.
Claudio Cozza
Analizziamo i possibili vincitori e sconfitti della guerra in Medio Oriente su tre livelli di conflitto economico: fra Stati o blocchi di Stati, fra grandi capitali (fra di loro e contro i piccoli capitali) e fra capitale e lavoro (ossia in termini di peggiorate condizioni dei lavoratori nel mondo).
Claudio Cozza
L'offensiva condotta dagli Stati Uniti e da Israele viene spesso analizzata in termini puramente geopolitici. Ma per comprendere lo scoppio del conflitto e gli obiettivi di Washington è fondamentale coglierne le ragioni economiche.
Romaric Godin
You know, hope is a mistake. If you can’t fix what’s broken, you’ll, uh… you’ll go insane Mad Max: Fury Road Il deserto cresce; guai a chi in sè cela deserti Così parlò Zarathustra. F. Nietzsche L’imperialismo nel XXI secolo va configurandosi sempre più come un incessante conflitto per il controllo delle risorse naturali (petrolio, […]
Federico Scirchio
Fra poche settimane si raggiungeranno i quattro anni di guerra fra Russia e Ucraina; anche se ovviamente la nostra speranza è che questo anniversario non venga raggiunto, preservando così la sopravvivenza di molte vite umane (sempre o quasi sempre appartenenti alle classi dominate). In questi quasi quattro anni, le voci dei nazionalismi contrapposti sono state […]
Claudio Cozza
Il 21 agosto 2025, con una nuova dichiarazione congiunta, è continuata l’epopea tragicomica dell’accordo commerciale concluso il 27 luglio 2025 tra USA e UE, che dovrebbe appunto regolarne i futuri rapporti commerciali. L’accordo, anche se al momento resta un testo politico, giuridicamente non vincolante, ribadisce la sostanziale genuflessione dei governi europei agli interessi del capitale […]
Lorenzo Tondi
L'Accordo commerciale UE-USA rappresenta una capitolazione di fronte all'imperialismo yankee e inaugura una nuova fase di conflitto sociale.
Maurizio Coppola
Una riflessione critica di Alex Callinicos sulla teorizzazione dell'economia permanente degli armamenti di Michael Kidron.
Alex Callinicos
La maggior parte delle teorie proposte per spiegare la stabilità e la crescita del capitalismo occidentale dopo la seconda guerra mondiale si basano sull’idea che, senza un fattore specifico di compensazione, il sistema precipiterebbe nella sovrapproduzione e nella disoccupazione. Alcuni hanno visto questo fattore nella pianificazione statale, altri nel rapido progresso tecnologico o ancora nell’espansione […]
Michael Kidron
Introduzione di Stathis Kouvelakis al testo di Michal Kidron «Un'economia permanente degli armamenti».
Stathis Kouvelakis
Una riflessione sul riarmo dei paesi dell’UE come parte organica del processo di smantellamento dei diritti delle lavoratrici e dei lavoratori.
Michael Roberts
Da decenni la quota di ricchezza sociale destinata ai lavoratori viene erosa violentemente dalla classe padronale. Una critica dell'ideologia e della propaganda neoliberista.
Paolo Angelone
Una critica dell'economia politica dei dazi e un tentativo di ricostruire un ragionamento più completo e di classe.
Claudio Cozza
La Commissione Europea, nella persona della sua presidente Ursula Von der Leyen, ha presentato martedì 4 marzo il ReArm Europe Plan. Anche se i dettagli del piano saranno presentati soltanto entro il prossimo Consiglio Europeo del 20 e 21 marzo, i suoi pilastri sono già ben chiari ed è necessario commentarli. Cosa prevede il piano […]
Me-Ti
Hanieh vede nei processi migratori un elemento interno e non marginale del funzionamento dei processi capitalistici su scala globale – generato dal movimento del capitale e che, a sua volta, è costitutivo delle forme concrete del capitalismo stesso – e riconosce la migrazione come parte essenziale nei processi di formazione delle classi, sia lavoratrice che borghese, tanto a livello nazionale che internazionale.
Adam Hanieh
La nuova amministrazione Trump sta reagendo alla crisi dell'egemonia Usa, avviando una sorta di controffensiva con cui l'imperialismo americano sta provando a ristabilire rapporti di forza a proprio favore. La strategia di Trump e dei suoi è tutto fuorché quella di una banda di "pazzi".
Me-Ti
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