La guerra cambia gli equilibri fra capitali a livello internazionale. Una riflessione marxista partendo dal conflitto in Medio Oriente.
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I tecnofascisti tra libertà individuale e tentazione autocratica. Qualche spunto a partire da “Onnipotenti” di Irene Doda
Recensione a “Onnipotenti. Chi sono, cosa vogliono e in che modo i tecnofascisti stanno plasmando il nostro futuro” di Irene Doda (Fuoriscena, 2026)
I vincitori e i perdenti della guerra in Medio Oriente – parte 1
Analizziamo i possibili vincitori e sconfitti della guerra in Medio Oriente su tre livelli di conflitto economico: fra Stati o blocchi di Stati, fra grandi capitali (fra di loro e contro i piccoli capitali) e fra capitale e lavoro (ossia in termini di peggiorate condizioni dei lavoratori nel mondo).
Il Netanyahu di Schrödinger
Il (pen)ultimo video che ritrae il Primo Ministro dello Stato ebraico presenterebbe evidenti segnali di generazione AI: dita che appaiono e poi scompaiono, strani cambiamenti dentali e altri “segni” di generazione artificiale sarebbero alla base di supposizioni e speculazioni su una sua possibile dipartita. L’avvento di sistemi di intelligenza artificiale generativa e deepfake introduce infatti una rottura di questo presupposto, perché rende tecnicamente possibile una simulazione indistinguibile dalla realtà. In un contesto in cui ogni prova può essere prodotta artificialmente, la distinzione tra vero e falso perde potere, e così il “ricatto” della reputazione.
L’attacco all’Iran e la controffensiva dell’imperialismo statunitense
L’attacco di Stati Uniti e Israele all’Iran non è un episodio isolato. Va letto come un tassello della controffensiva imperialista che Washington sta portando avanti negli ultimi anni per ristabilire pienamente la propria egemonia globale.
Guerra e economia: perchè L’attacco all’Iran è anche un grosso affare
L’offensiva condotta dagli Stati Uniti e da Israele viene spesso analizzata in termini puramente geopolitici. Ma per comprendere lo scoppio del conflitto e gli obiettivi di Washington è fondamentale coglierne le ragioni economiche.
Sulla rivolta in Iran. Intervista al collettivo Roja
In questa intervista il collettivo Roja torna sulle dinamiche politiche, sociali ed economiche che agitano l’Iran, seguendo principi di orientamento anti-imperialista.
“Dannazione, i neri hanno le pistole!”
Dopo l’uccisione di Renee Nicole Good da parte dell’ICE gli USA sono stati attraversati da un’ondata di proteste che hanno mostrato come ci siano molte forme di resistenza dal basso allo strapotere di Trump. In alcune città degli Stati Uniti sono riapparsi gruppi che si ispirano al Black Panther Party e al principio dell’autodifesa.
Pubblichiamo un estratto di “Ne*ri con le pistole” di R.F. Williams che ripercorre la storia della nascita dei gruppi mutualistici e di autodifesa nera negli USA e mostra il senso tattico-politico di queste pratiche.
Iran, sanzioni e proteste: quando la crisi economica è una strategia politica
Il racconto dominante tende a presentare le proteste come l’espressione spontanea di un generico “malcontento contro il regime”. Di queste rivendicazioni parlano praticamente tutti. Per questo qui vogliamo parlare anche e soprattutto di altro: delle condizioni materiali che rendono queste proteste possibili, esplosive e diffuse.
La distruzione (di capitale) è ricostruzione. Un appunto sulle motivazioni materiali alla base delle ultime guerre
Fra poche settimane si raggiungeranno i quattro anni di guerra fra Russia e Ucraina; anche se ovviamente la nostra speranza è che questo anniversario non venga raggiunto, preservando così la sopravvivenza di molte vite umane (sempre o quasi sempre appartenenti alle classi dominate). In questi quasi quattro anni, le voci dei nazionalismi contrapposti sono state […]